Nuova gaffe del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Aiuti all’Italia per cento milioni di dollari. “Giuseppi” era molto felice”

Trump aiuti Italia "Giuseppi"
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump

No, proprio non riesce, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a pronunciare correttamente il nome del Premier Giuseppe Conte, per la seconda volta storpiato in “Giuseppi“. In occasione del briefing con la stampa per annunciare la proroga delle misure restrittive per arginare la diffusione del coronavirus, visto che i contagiati statunitensi sono il doppio di quelli cinesi, l’inquilino della Casa Bianca ha accennato anche al contenuto di un colloquio telefonico con il Premier Conte: “Gli Usa invieranno all’Italia apparecchiature e strumenti per la lotta al coronavirus per cento milioni di dollari. Giuseppi (riferendosi a Conte) era molto felice. Loro (in Italia) stanno attraversando un momento difficile”. Comunque, per quanto tale “scivolata” linguistica susciti un moto di ilarità, bisogna pur riconoscere che tra le tante gaffe del tycoon newyorchese questa è senza dubbio la più innocua, quella che per assurdo potrebbe renderlo meno antipatico perfino ai suoi detrattori che, per inciso, tra l’altro, gli imputano di essere un razzista, un omofobo ed un sessista.

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Coronavirus, Trump: “Aiuti all’Italia. “Giuseppi” era felice”. Gli immigrati italiani ad Ellis Island

In fin dei conti, Trump è solo l’ultimo statunitense in ordine di tempo a deformare il nome o il cognome di un italiano: molti italo-americani che approdavano ad Ellis Island con come unico bagaglio una valigia di cartone piena di aspettative e sogni di crearsi un futuro dignitoso nel Nuovo Mondo vedevano puntualmente storpiato per sempre il loro cognome dai funzionari dell’ufficio immigrazione all’atto della registrazione del loro ingresso negli Stati Uniti. Dunque, nulla di particolarmente clamoroso o di non ancora visto o sentito. Mettiamola così, con quel “GiuseppiTrump ha voluto a suo modo rendere omaggio ai tanti italo-americani che, per riecheggiare lo slogan della sua vincente campagna elettorale per le presidenziali, hanno contribuito a rendere grande l’America.

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