Aumenta il numero dei guariti e in Lombardia diminuisce quello dei nuovi casi di positività al coronavirus: il rallentamento si sta consolidando

Covid-19, esperti: "Il rallentamento si sta consolidando"
Covid-19, esperti: “Il rallentamento si sta consolidando”

Forse si intravede la luce in fondo al tunnel: ieri i guariti dall’infezione da coronavirus sono stati 1590, mai così tanti dall’esplosione della relativa epidemia. E’, ovviamente, ancora troppo presto per cantare vittoria ma gli ultimi dati evidenziano come si stia stabilizzando il ritmo del rallentamento di nuovi casi di positività al virus cinese e di conseguenza la fase di discesa potrebbe iniziare già nei prossimi giorni. Lo indicano i fisici che curano la pagina Facebook “Coronavirus-Dati e analisi scientifiche” rilevando che “il punto è la velocità con cui la curva scenderà: questo dipenderà dall’efficacia delle misure di contenimento”. Ragione per cui  la riapertura delle attività “va programmata, altrimenti non se ne può parlare” secondo il virologo padovano Crisanti.

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Coronavirus, gli esperti: “Il rallentamento si consolida”. Banca Mondiale: “A rischio crescita della Cina”

Gli ultimi confortanti dati, anche in Lombardia, principale focolaio italiano dell’epidemia di coronavirus, ieri si sono registrati meno contagiati rispetto al giorno precedente, attestano che, seppure a fatica, stiamo vincendo la battaglia contro il letale virus cinese e che quindi non manca molto per dichiarare finalmente chiusa l’attuale fase emergenziale. Eppure a breve dovremo fare i conti con un nemico ben più agguerrito del famigerato coronavirus: secondo la Banca Mondiale, infatti, le ricadute economiche della pandemia potrebbero arrestare la crescita cinese portando alla povertà 11 milioni di persone in Asia orientale. Il capo economista del Dipartimento per l’ Asia orientale e il Pacifico della Banca Mondiale prevede “uno choc globale senza precedenti“: un rapporto sulla regione stima che anche nel migliore dei casi l’area subirà un forte calo di crescita e la Cina rallenterà a +2,3% dal +6,1% del 2019. Solo 2 mesi fa gli economisti prevedevano un +5,9%, dato peggiore dal 1990.

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