Doccia gelata del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora sulle speranze di una ripresa del campionato di calcio il 3 maggio: “La Serie A non ripartirà il 3 maggio”

Spadafora: "La Serie A non ripartirà il 3 maggio"
Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora

In questi giorni il tema caldo nel mondo del calcio è la questione del taglio degli stipendi dei calciatori in conseguenza dello stop imposto all’attività agonistica dai decreti licenziati dal governo per contrastare l’avanzata del coronavirus. Battistrada, come sempre, è stata la Juventus che ha già raggiunto un accordo sul taglio degli emolumenti dei propri tesserati, calciatori e staff tecnico, che si tradurrà in un risparmio pari a 90 milioni a seguito del congelamento delle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno. Un’iniziativa che ha ricevuto l’immediato plauso dal presidente federale Gabriele Gravina: “L’accordo raggiunto dalla Juventus è un esempio per tutto il sistema. Ringrazio Chiellini, i suoi compagni e Sarri perché nel solco che la collaborazione che la FIGC auspica da giorni hanno posto l’interesse generale al centro della loro interlocuzione con il club“. Ma a tenere banco è anche il tema della ripresa dell’attività agonistica su cui si è pronunciato il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora gelando le aspettative di quanti sperano in un ritorno in campo il 3 maggio: “Riprendere le partite il 3 maggio è irrealistico. Proporrò di prorogare per tutto il mese di aprile il blocco delle competizione sportive di ogni ordine e grado. Ed estenderò le misure agli allenamenti sui quali non eravamo intervenuti perché vi era la possibilità che si tenessero le Olimpiadi di Tokio“.

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Il Ministro dello Sport Spadafora: “La Serie A non ripartirà il 3 maggio. ll calcio non  è solo la Serie A”

Nell’intervista concessa al quotidiano “La Repubblica” il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, oltre a preannunciare uno stanziamento a favore dello sport di base, non risparmia una stilettata al calcio d’elite: “Lo sport non è il calcio e il calcio non è solo la Serie A. Destinerò un piano straordinario di 400 milioni allo sport di base, alle associazioni sul territorio. Bisogna capire che dopo questa crisi niente sarà come prima”. A stretto giro la piccata replica del Presidente della Lega di Serie A Paolo Dal Pino: “Ritengo che questo non sia il momento di fare polemiche e demagogia. In Italia il calcio è un fenomeno sociale ed economico che dà lavoro a più di 300 mila persone generando l’1% del Pil nazionale. La Serie A da sempre svolge un riconosciuto ruolo di locomotiva del comparto producendo ogni anni 3 miliardi di ricavi e generando un indotto di 8 a favore dell’intera piramide calcistica”.

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