A fari spenti il governo lavora ad un piano che consenta la riapertura delle fabbriche e dei cantieri per riaccendere il motore del Paese già entro aprile

Riapertura fabbriche e cantieri
Il Premier Giuseppe Conte

E’ stato l’ex Premier e segretario del Pd, attuale leader di Italia Viva, tra le forze politiche che sostengono il governo giallo-rosso, Matteo Renzi a gettare il sassolino nello stagno: “Riapriamo. Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus.Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le Chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire”. Un appello che ha raccolto un coro di dissensi, dagli scienziati, che hanno bollato l’invito a riaprire come una follia che avrebbe come effetto solo quello di dare false illusioni e speranze, ai politici come il Ministro degli Affari Regionali Boccia che ha tacciato di irresponsabilità l’ex premier. Anche l’altro Matteo della politica, Salvini, ha preso le distanze dalla proposta della riapertura che fino a qualche giorno fa aveva accarezzato: “Leggo di un mio collega senatore che pensa alla riapertura. E’ giusto ragionare sul domani ma non credo sia il momento. Non si possono riaprire da domani scuole e fabbriche”.

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Parte da fabbriche e cantieri il piano su cui sta riflettendo il governo per rimettere in moto il Paese entro aprile

Ciononostante, al di là delle dichiarazioni ufficiali, il governo sta lavorando, sottotraccia ed  a fari spenti, ad un piano ragionato per capire quando, cosa e come riaprire: il comitato tecnico-scientifico si riunirà già oggi, nella sede della Protezione civile, per cominciare a delinearlo. Ma nessuno può ancora parlarne apertamente dal momento che i dati del contagio non sono sotto controllo. Inoltre, Confindustria è stata esplicita: con il lockdown  si perdono 100 miliardi di euro al mese ed il 70% delle aziende è a rischio chiusura. Di qui l’impegno del governo nel trovare una soluzione che consenta la riapertura delle fabbriche e dei cantieri per far ripartire il Paese già entro il mese di aprile.

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