Disco verde dall’AIFA alla combinazione di due farmaci anti-hiv, il lopinavir ed il ritonavir, per il trattamento di pazienti covid-19

AIFA, ok all'associazione di due farmaci anti-hiv per il trattamento dei pazienti covid-19
AIFA, ok all’associazione di due farmaci anti-hiv per il trattamento dei pazienti covid-19

Nella guerra contro il corovirus i medici hanno ora un valido alleato in un cocktail di 2 farmaci, il lopinavir ed il ritonavir, utilizzati nel trattamento contro l‘HIV. Infatti l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha reso noto di aver dato il via libera all’utilizzo off label, cioè al di fuori dello spettro patologico autorizzato, dei suddetti farmaci. Come si legge nel relativo comunicato diramato, “A tal fine, avvalendosi della sua Commissione Tecnico Scientifica e dei suoi Uffici, l’Agenzia ha attivato una procedura semplificata che intende favorire, regolamentare e vigilare l’accesso alle terapie potenzialmente utili a contrastare questa pandemia. Proprio in considerazione dell’alto livello di incertezza con cui queste terapie sono messe a disposizione e del particolare stato di emergenza rispetto ad una pandemia che stiamo imparando a conoscere giorno per giorno, si ritiene importante aggiornare continuamente le informazioni relative alle prove di efficacia e sicurezza che si renderanno a mano a mano disponibili. Pertanot, è bene precisare che sia il percorso semplificato di valutazione e autorizzazione delle sperimentazioni cliniche che le altre procedure relative ai farmaci resi disponibili a vario titolo per pazienti con COVID-19 rimarranno in essere unicamente nel periodo dello stato di emergenza

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Coronavirus, ok dall’AIFA all’utilizzo di due farmaci anti-HIV. Rivalutazione della combinazione Lopinavir/Ritonavir

Nonostante un primo studio randomizzato, effettuato a Wuhan, per testare la combinazione lopinavir-ritonavir su un focus-group di 199 malati di covid-19 non abbia evidenziato benefici sia nel miglioramento clinico che nella mortalità, gli esperti dell’AIFA ritengono che tali evidenze sperimentali debbano essere sottoposte a revisione in quanto, come si legge nel comunicato di cui sopra, “Questo risultato, che apparentemente potrebbe risultare a sfavore del trattamento, deve tuttavia essere interpretato alla luce delle seguenti considerazioni. Innanzitutto la popolazione studiata comprendeva pazienti con malattia avanzata (SaO2 < 94%, necessità di ricorrere all’ossigenoterapia a o a tecniche di ventilazione meccanica e che hanno manifestato i sintomi della patologia da più di 12 giorni), mentre i protocolli attualmente in uso presso i principali centri clinici, nonché le più recenti Linee guida SIMIT Lombardia, ne prevedono l’utilizzo in fasi più precoci e in pazienti meno compromessi. Nello studio suddetto, inoltre, la mortalità (esito secondario per la quale lo studio non era stato dimensionato), pur non risultando significativamente diversa rispetto al controllo, mostrava un chiaro trend a favore del trattamento. E’ stata infine osservata anche una tendenza verso la riduzione della permanenza in unità di terapia intensiva a favore dell’associazione”. In ragione di tali considerazioni, l’AIFA non ritiene sussistenti eventuali obiezioni all’associazione lopinavir/ritonavir per il trattamento dei pazienti COVID-19. Nel contempo, dato il generale livello di incertezza che coinvolge le risultanze sperimentali, l’AIFA ha assicurato che monitorerà costantemente tutte le nuove evidenze che si renderanno disponibili nel tempo.

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