All’orizzonte si staglia una crisi economica, effetto collaterale della pandemia di coronavirus, peggiore di quella del 2008: è la previsione del Fondo Monetario Internazionale

FMI: "Nel 2020 crisi peggiore di quella del 2008
FMI: “Nel 2020 crisi peggiore di quella del 2008

Tutti abbiamo ancora negli occhi e nella mente le immagini dei dipendenti che in fila indiana con in mano gli scatoloni degli effetti personali abbandonavano il grattacielo della Lehman Brothers, colosso bancario statunitense che aveva appena dichiarato bancarotta. Era il 15 settembre del 2008 e quella fu l’istantanea iconica che rivelò ex abrupto la reale portata della crisi finanziaria dei mutui sub-primes che di lì poco avrebbe contagiato, alla stessa velocità dell’attuale pandemia di coronavirus, il mondo intero facendolo precipitare nel gorgo della più grave recessione economica dal crollo di Wall Street del 1929 e da cui forse non siamo ancora del tutto usciti. Ebbene, il conto economico che il coronavirus ci già sta presentando è salatissimo quanto quello delle vite umane strappate. “Si profila una recessione profonda almeno quanto quella registrata durante la crisi finanziaria globale del 2008, se non peggiore”. E’  la fosca previsione della Direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, sui costi economici della pandemia da coronavirus.

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Coronavirus, FMI: “Nel 2020 crisi peggiore del 2008. Nel 2021 possibile la ripresa

Nonostante tali previsioni per l’anno corrente fortemente al ribasso, per il 2021 l’Istituto di Washington si attende una ripresa ma per ottenerla “è prioritario contenere e rafforzare i sistemi sanitari dovunque. L’impatto economico sarà severo ma prima il virus sarà fermato, più veloce e robusta sarà la ripresa“, come precisato dalla Direttrice del FMI Georgieva.  Intanto in Italia s’infiamma lo scontro sociale, con i sindacati che sono sul piede di guerra e minacciano la mobilitazione fino allo sciopero generale per i settori indebitamente inseriti tra le attività essenziali esonerate dallo stop previsto dall’ultimo dpcm licenziato dal governo mentre Confindustria lamenta perdite per 100 miliardi di euro al mese a seguito della chiusura delle attività produttive paventando il fallimento del 70% di quest’ultime.

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