Carlo Cracco, il noto chef, ha annunciato che “metterà la professionalità a servizio dell’emergenza”.  E comunica anche la grave perdita di un collega

Coronavirus. Carlo Cracco metterà la professionalità a servizio dell'emergenza
Carlo Cracco

Carlo Cracco ha voluto tenere aperto il ristorante fino all’annuncio del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, quando ha deciso di chiudere tutte le strutture ricettive.

Questa sua decisione ha fatto molto scalpore, tanto che in molti gli hanno rivolto molto critiche, alle quali Carlo Cracco non ha mai risposto.

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Nei giorni scorsi però ha fatto un annuncio nel quale ha dichiarato che “metterà la sua professionalità a servizio dell’emergenza”.

Carlo Cracco annuncia la morte di un collega

Tra pochi giorni aprirà alla Fiera di Milano un “ospedale straordinario”, dove saranno presto disponibili 400 posti letto per pazienti colpiti dal Coronavirus.

Il noto chef sta preparando del sostentamento di molti operai che si stanno occupando della costruzione del nuovo ospedale.

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“Ci siamo resi disponibili attraverso la Regione Lombardia a dare una mano coi pasti. Nel nostro ristorante sei ragazzi dei nostri hanno preparato cibo che io ed altri collaboratori, abbiamo servito a tutti coloro che stanno lavorando. Avevamo poco tempo, quindi siamo stati sul classico: insalata di riso con verdure e una bella frittata con zucca, castagne e patate. Cucineremo ancora nei giorni a seguire”.

Coronavirus. Carlo Cracco metterà la professionalità a servizio dell'emergenza
Carlo Cracco cucina per gli operai

Inoltre tramite Skype ha voluto fare un appello a tutti quanti “Lasciatemi rivolgere un pensiero a tutti gli ascoltatori. La situazione è molto molto difficile quindi meno stupidaggini si fanno, meglio è. Vedo troppa mancanza di responsabilità: se ci sono delle disposizioni, bisogna seguirle. Abbiamo anche perso uno dei nostri l’altro giorno. Si tratta di Matteo Malusardi, gestore e sommelier del locale ‘Antica Trattoria al Laghett’ a Chiaravalle, un luogo in cui vado spesso. Aveva 38 anni: se muore un ragazzo a quell’età vuol dire che può capitare a chiunque”.