Corviale. Un vigile urbano dell’XI municipio, dopo aver accusato i primi malori, si è sottoposto al tampone, che è risultato positivo. L’accusa “il comando sapeva”.

Coronavirus, un vigile urbano è risultato positivo, ma nessuno ha detto nulla
Vigili Urbani nella bufera

Un vigile urbano è stato contagiato dal Coronavirus. Ai primi sintomi si è recato allo Spallanzani dove gli hanno fatto il tampone, al quale è risultato positivo. I medici non hanno ritenuto necessario ricoverarlo ed hanno disposto i 14 giorni di isolamento domiciliare.

Tutto questo risulterebbe essere stato fatto l’11 marzo, giorno in cui il vigile urbano ha manifestato i primi sintomi, dopo aver fatto i suoi giri di controllo con la pattuglia.

LEGGI ANCHE—>CORONAVIRUS: C’E’ IL PRIMO GUARITO IN ITALIA CON UN FARMACO SPERIMENTALE

“Sto bene, meglio che durante normali influenze avute in passato”, fa sapere l’agente ai colleghi ed inoltre dice che forse è stato contagiato a Via Candoni, dove è situato un campo nomadi, dove gli agenti effettuano spesso dei controlli.

Dice di “essere rammaricato di tutto ciò, nonostante le precauzioni prese con i miei familiari”. Il suo collega è stato messo in quarantena e forse nelle prossime ore anche altri agenti staranno a casa.

Il vigile urbano contagiato è stato messa in quarantena a casa

Ora però sorgono le polemiche, in quanto anche se i vigili sono, giustamente, allarmati, preferiscono non esporsi, perché hanno paura che scattano provvedimenti disciplinari.

Ma c’è comunque da spiegare come mai c’è stato questo ritardo nel prendere contromisure. “il comando nei primi tre giorni sapeva e ha continuato a farci lavorare senza alcuna procedura di disinfezione dei locali e delle auto.

LEGGI ANCHE—>CORONAVIRUS: CASI IN AUMENTO IN MOLTI PAESI, IMPENNATA DI CONTAGI NEGLI USA

L’amuchina all’ingresso, collocata dopo molte insistenze lunedì 9 marzo, già due giorni dopo era finita. Mascherine e guanti non bastano, nei giri di pattuglia con le Panda, che sono scatolette, i rischi di contagio sono altissimi”.

È stata firmata dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil una diffida indirizzata anche al “comandante Antonio Di Maggio, alla Sindaca Raggi, all’assessore al Personale e ai medici competenti del corpo”

“Le scriventi organizzazioni sindacali diffidano tutti i dirigenti della polizia locale di Roma Capitale a comandare personale in servizio esterno senza la fornitura dei prescritti dispositivi di protezione individuale”, inizia così la diffida.

Coronavirus, un vigile urbano è risultato positivo, ma nessuno ha detto nulla
la diffida è anche per la sindaca Raggi

“A tal fine si richiamano le responsabilità dirigenziali e del datore di lavoro in merito alla salvaguardia della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori”.