Prima vittima italiana del coronavirus: e’ deceduto all’ospedale di Schiavonia, dove era ricoverato in terapia intensiva per precedenti patologie, uno dei due contagiati veneti: aveva 78 anni ed era un muratore in pensione

Prima vittima italiana del coronavirus

Dopo i primi casi di contagiati dal coronavirus, purtroppo, si registra anche la prima vittima italiana: un uomo di 78 anni, muratore in pensione, è deceduto all’ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova. Era uno dei due contagiati veneti ricoverati in quanto risultati positivi al test per il covid-19, denominazione ufficiale, e caldeggiata dagli esperti dell’OMS, del virus killer cinese. L’uomo, Adriano Trevisan, era in terapia intensiva già da una decina di giorni per pregresse patologie. “Non c’è stato neppure il tempo di trasferirlo”, ha commentato il Governatore veneto Luca Zaia. Anche alla luce di tale decesso verranno sottoposti ai test circa 600 persone tra personale sanitario, pazienti, loro parenti che hanno frequentato negli ultimi giorni il nosocomio di Shiavonia. Intanto vi sarebbero alcuni test positivi fra quelli già effettuati anche se la conferma ufficiale arriverà solo in giornata dagli esperti della Regione.

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Coronavirus, prima vittima italiana. Rientrati gli italiani della “Diamond Princess”

In previsione di un picco di contagiati, come annunciato dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, nonché Commissario di Governo per l’Emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, sono state già individuate due strutture per fronteggiarlo, una a Milano, l’altra a Piacenza per 150-180 persone. Tali strutture sono state messe a disposizione dal Ministero della Difesa per accogliere, monitorare e tenere in isolamento i soggetti che hanno avuto contatti con gli infettati. Nel frattempo sono rientrati in Italia con un aereo dell’Aeronautica Militare i 19 italiani  croceristi  della Diamond Princess, ancorata da giorni a Yokohama, in Giappone, per l’epidemia di coronavirus. A bordo anche una ventina di stranieri tra cui 15 sbarcati a Berlino dove l’aereo ha fatto scalo prima di giungere a Roma. Dopo le visite mediche, i nostri connazionali saranno trasferiti alla caserma della Cecchignola per il previsto isolamento di due settimane. I testi effettuati finora sono tutti risultati negativi.

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