Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa, irreversibile, che va a colpire il cervello.

Questo tipo di malattia va a influire sulla vita quotidiana di una persona. Essa infatti non sarà più in grado di portare a termine una semplice attività.

Alzheimer
Alzheimer, cause e prevenzione

Spesso l’insorgere della malattia viene spesso sottovalutata. Con il passare del tempo poi la persona che è affetta da questa patologia inizierà a dimenticare facilmente i nomi di persona o luoghi a lui familiare.

Svilupperà una certa difficoltà di linguaggio e possono insorgere anche disturbi comportamentali.

Con lo svilupparsi della malattia poi la persona interessata avrà problemi di vita di relazione, in quanto perderà il controllo delle reazioni comportamentali ed emotive.

La morte giungerà poi per una o più complicazione che sono legate al deperimento psico -fisico e da quando viene diagnosticata la malattia, si hanno dagli 8 ai 15 anni.

Ad oggi, purtroppo, una cura vera e propria non esiste. I farmaci prescritti servono solo a rallentare il decorso della malattia.

Ma vediamo insieme quali sono i sintomi principali dell’Alzheimer.

Il primo sintomo che fa pensare all’Alzheimer è l’amnesia anterograda. In questo caso la persona inflitta da questa malattia ha difficoltà a ricordare gli avvenimenti più recenti.

I ricordi passati invece sono ben impressi nella memoria.

Con l’aprassia invece non si ricordano più le azioni quotidiane più semplici, come prepararsi un caffè o semplicemente cucinare.

Si ha poi un disorientamento spazio- temporale. Il malato non saprà riconoscere né il luogo né che giorno sia.

Con l’agrafia la persona ha problemi nella scrittura. Si possono verificare anche cambiamenti nell’umore.

i fattori di rischio invece sono l’età, il sesso e i fattori genetici.

Per quanto riguarda l’età, è difficile, ma non impossibile, diagnosticare l’Alzheimer prima dei 65 anni, in quanto è associato a fattori dell’invecchiamento.

Per il sesso, le donne, rispetto agli uomini, sono colpite di più. Probabilmente è dovuto al fatto che dopo la menopausa la donna non produce più gli estrogeni.

C’ è da dire però che la terapia di sostituzione ormonale non ritarda l’insorgere della malattia. Per quanto riguarda i fattori genetici invece si possono distinguere in due tipi, Alzheimer precoce e Alzheimer tardivo.

Quello precoce insorge nell’età tra i 30 e i 65 anni, mentre quella tardiva va da 60 e 65 anni. in entrambi i casi comunque le persone che vengono colpite sono quelle che hanno già una storia familiare alle spalle.