Se non riesci a stare zitta in nessun contesto, dalla palestra all’ufficio, e attaccheresti bottone anche con un palo della luce è giunto il momento di una bella notizia: hai maggiori probabilità di vivere più a lungo.

donne parlano

Secondo una ricerca condotta dai ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine e dell’Università di Yeshiva, su un campione di 250 donne particolarmente predisposte al dialogo e comprese in un range di età avanzata (85/100anni), è stato evidenziato come non siano solo i geni i responsabili della nostra aspettativa di vita ma anche le nostre abitudini quotidiane.

I ricercatori hanno quindi osservato questa correlazione fra uno spirito aperto al mondo e alla comunicazione e un’aspettativa di vita più longeva.

Il rapporto fra lunga vita e l’uso delle parole

Esprimere in maniera libera le proprie emozioni aiuta ad ottenere il raggiungimento di un equilibrio psico-fisico che predispone ad una vita lunga e soddisfacente.

Le donne in questo sono veramente delle esperte, creando attraverso suoni o parole le loro concrete sensazioni e pensieri. E’ come se sapessero in maniera ancestrale che il parlare alleggerisce il peso delle emozioni, soprattutto quando il carico diventa troppo pesante per una persona sola.

Parlare molto aiuta a costruire rapporti più duraturi e sinceri, oltre a vivere la vita in maniera socievole e ottimista.

Ma quante parole servono per stare bene?

Lo psichiatra spagnolo Luis Rojas Marcos, nel famoso libro “We are what we say”, non solo afferma che le persone loquaci “vivono in modo più appagato e soddisfacente, ma a lungo andare sono senza dubbio più sane e godono di una vita più lunga”.

Quest’ultimo, però, ha voluto anche specificare quante parole in media dovrebbero essere pronunciate per vivere una vita lunga e armoniosa.

Secondo lo psichiatra ogni essere umano dovrebbe pronunciare almeno 15mila parole ogni giorno. E stiamo parlando solo della soglia minima! Solitamente le donne arrivano a pronunciare circa 20mila parole al giorno mentre gli uomini si attestano su una media di 7mila nell’arco della giornata. Una bella disparità.

Ma a cosa è dovuto?

La responsabile principale della “chiacchierata infinita” è una proteina che i ricercatori dell’Università di Yeshiva, analizzando alcuni campioni, hanno notato essere in quantità superiore nelle donne più predisposte alla parlantina sciolta. La proteina in questione si chiama FOXP2.

Secondo la psichiatra statunitense Luan Brizendine questa differenza tra uomo e donna è dovuta anche a un altro fattore puramente anatomico. Le cellule cerebrali femminili deputate alla loquacità sono più numerose del loro corrispettivo maschile.

Inoltre, quando parlano le donne innesecano una serie di meccanismi e processi chimici che li portano a sentire sensazioni di appagamento simili a quelle di un orgasmo. Non male, vero?