Cannabis: presente in tanti alimenti come i biscotti e l’olio. Ma ci sono delle regole e dei limiti ben precisi da seguire

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Cannabis: in arrivo sulle nostre tavole una serie di prodotti che contengono canapa. Una svolta epocale che va ad allinearsi a tanti stati europei che già hanno adottato provvedimenti simili. Ovviamente il mercato sarà regolato con parametri precisi e non potrà risultare a discrezione dei produttori e tanto meno dei consumatori. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto a firma del Ministero della Salute.

Lo start per i prodotti a base di canapa è quello del 16 gennaio. Da ieri infatti il provvedimento è stato esecutivo con una serie di alimenti che già si possono consumare. Sempre nel rispetto dei limiti consentiti. Tra i prodotti ci sono birra, pane, olio, biscotti e taralli. Ma anche farina e ricotta. Sul provvedimento esulta Coldiretti che parla di richieste fatte dalle aziende agricole per agire in tal senso.

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Secondo Coldiretti sono aumentati di dieci volte in 5 anni i terreni coltivati a base di canapa

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Coldiretti parla di richieste delle aziende agricole sui prodotti a base di cannabis. Ma anche di predisposizione a questa nuova attività con aumenti delle coltivazioni e un boom di mercato che porterebbe anche impatti positivi sull’occupazione. Insomma, un mercato nuovo che nei prossimi anni potrebbe portare anche benefici economici. Magari anche al completo abbandono anche della plastica.

Per quanto riguarda le soglie i parametri sono molto precisi. Si va dai due milligrammi di Thc per chilo per alcuni alimenti consentiti, fino ai 5. E tutti i parametri dovranno essere rispettati scrupolosamente dai produttori di alimenti.

Coldiretti fa anche un bilancio dei campi a coltura di canapa. E si capisce che si tratta di un mercato in espansione da Nord a Sud del paese. L’associazione adesso si augura che possano essere presto regolamentati anche i prodotti derivati:

“Serve un analogo intervento legislativo per regolamentare una volta per tutte anche il settore che coinvolge la commercializzazione dei derivati della cannabis sativa nel rispetto dei principi costituzionali e convenzionali”.

Un settore che, se regolamentato a dovere, potrebbe garantire un grande business e il rilancio di tantissime aziende sul territorio nazionale.

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