Influenza killer: milioni di persone a letto in tutta Italia. Il picco raggiunto in questi giorni

Influenza Killer

Influenza killer: milioni di italiani a letto in questi giorni per il picco che è stato raggiunto come previsto con casi anche gravi. Tra Natale e Capodanno c’è stato un aumento di casi, ma adesso pare che la situazione stia peggiorando in almeno tre regioni. Campania Marche e zona di Trento il fenomeno sta colpendo persone con febbre alta.

Ma non solo. La febbre alta, accompagnata da tosse e dolori alle ossa, sfocia in alcuni casi anche in bronchite e polmonite. I sintomo sono sempre gli stessi. Dalla febbre ai dolori, alla tosse forte alla nausea. Ma anche diarrea congiuntivite e vomito. Insomma, una stanchezza insolita e un malessere generale che porta all’influenza.

Medici ed esperti consigliano di non sottovalutarla. Perché proprio il non curarsi e trascurare lo stato di salute potrebbe portare a criticità pesanti per la salute.

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Ci sarebbero già 4 decessi per influenza killer. Cura approfondita e riposo il rimedio per non rischiare

Influenza killer

Come detto non bisogna trascurare questa influenza killer. Che su tutto il territorio nazionale avrebbe fatto già 4 vittime. Si tratta in ogni caso di persone anziane già affette da altre patologie. Che non hanno sopportato la potenza di quest’influenza. Ma già in un quadro clinico particolare. In ogni caso i medici consigliano di non abbassare la guardia.

E non correre nessun rischio inutile. Perché questa influenza, oltre a portare i malesseri che abbiamo elencato, potrebbe sfociare anche in bronchite e polmonite. In entrambi i casi, con la seconda patologia molto più grave della prima, si consiglia riposo assoluto e cure a base di antibiotici.

In alcuni casi dove le criticità si presentino con caratteristiche delicate, si richiedono anche cure più approfondite in ospedale. Proprio per non sottovalutare nulla ed evitare di correre rischi inutili per la salute. Un influenza curata bene non dovrebbe portare a conseguenze particolari.

Come ogni cosa se presa nel momento giusto e non trasportata perché ritenuta patologia secondaria, si riesce a soffrire di meno. Ancora qualche giorno, poi si prevede che il picco potrebbe scendere per poi ripresentarsi a febbraio.

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