Inverno nucleare: i possibili scenari devastanti derivanti da un possibile conflitto con bombe atomiche

Inverno nucleare

Inverno nucleare: possibile scenario per il futuro? Il timore di un nuovo conflitto mondiale, condotto con armi di distruzione di massa, è l’incubo di milioni di persone. Dal periodo della ‘guerra fredda’ tra Usa e Russia si è avuto sempre la sensazione che qualcosa di brutto potesse accadere all’umanità.

Crisi che hanno portato spesso a temere il peggio sono state all’ordine del giorno. Ma per fortuna sino ad oggi è sempre prevalso in buon senso di fronte a decisioni che molto spesso avrebbero potuto far vacillare. Anche in questo periodo storico viviamo una situazione internazionale molto delicata. Con la crisi internazionale Usa-Iran è tornato di nuovo di moda il discorso nucleare.

Con timori e soprattutto speranze che un nuovo conflitto si posa evitare. Perché una guerra oggi sarebbe molto più devastante di qualche anno fa. Senza voler andare troppo indietro negli anni, basti pensare alle differenze tra la Prima e la Seconda Guerra mondiale. Logorante e di trincea una. Devastante e con l’incubo atomico la seconda.

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Ci sarebbero sei stadi di ‘inverno’: dal meno drammatico a quello catastrofico per l’umanità

Inverno nucleare

Tante altre guerre nel corso della storia contemporanea ci hanno mostrato armi chimiche e bombe intelligenti. Ma il timore è e resterà sempre quello del conflitto nucleare. In questi giorni alcuni scienziati, Carl Sagan e Richard Turco, hanno parlato di possibilità di inverno nucleare. Ipotesi che si verificherebbe in caso di conflitto nucleare con relativo utilizzo di armi atomiche.

Si tratta di uno scenario da paura. Con radiazioni e distruzione che verrebbe sprigionata anche con l’utilizzo di una sola arma nucleare. In base all’utilizzo di queste armi ci sarebbe un raffreddamento generale della terra che porterebbe alla distruzione lenta ma inesorabile delle forme di vita.

Con la contaminazione delle acque e la scomparsa di vegetazione e di gran parte degli animali. Senza contare piogge acide e tempeste di cenere che porterebbero a carestie e a situazioni ai limite della vivibilità.

Come detto gli stadi sarebbero sei: si parte ovviamente dal livello meno grave a quello finale caratterizzato dall’impossibilità di vita e distruzione del genere umano che non sarebbe in grado di sopportare il peso di radiazioni e freddo gelido.

Il calo di temperature e il gelo sarebbe un effetto delle radiazioni. In base alla quantità di armi utilizzate i fenomeni chimici farebbero comparire come una sorta di schermo tra la terra e il sole che ne impedirebbe il riscaldamento. Ma anche la luce che contribuirebbe alla scomparse di vita sulla terra.

Condizione questa che riguarderebbe gli ultimi livelli di inverno.

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