Caffè, la bevanda più diffusa al mondi fa bene o fa male? Quali gli effetti sull’organismo? Cosa rischia chi ne beve troppi?

Caffè

Caffè, la seconda bevanda più consumata in tutto il mondo. Ma intorno tante sono le domande e le storie che aleggiano intorno alla miscela preferita dagli italiani. E non solo. Ricco di elementi antiossidanti e stimolanti per il sistema nervoso, può avere di sicuro degli effetti positivi per l’organismo se assunto nelle dosi giuste. La caffeina è un elemento stimolante e proprio per questo motivo non è mai consigliabile esagerare nel consumo.

Molto soggettivi gli effetti che ne derivano. Si beve per tenere svegli o per risvegliare al mattino, ma anche per darsi la carica e per essere più attivi. Poi ci sono anche i soggetti più sensibili che preferiscono per esempio limitarne il consumo di sera oltre certi orari per evitare l’insonnia. In sintesi, molto soggettive le risposte che ne danno i consumatori.

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Limitarne le dosi è sempre consigliabile per la presenza della caffeina

Caffè

Gli esperti, nonostante il parere dei consumatori sia molto variegato, consigliano di limitarne l’uso principalmente per la presenza di caffeina che è eccitante e può alterare il sistema nervoso di chi ne abusa. Ma anche lo stomaco potrebbe risentire di un eccessivo consumo di caffè durante l’arco della giornata. In primo luogo con bruciore ma anche dolore.

Anche se non ci sono delle fasce orarie dove si presume possa fare meno male, limitarlo a tre o quattro al giorno sarebbe l’ideale. Quello di casa potrebbe risultare più pesante di quello bevuto al bar anche se sono poi diverse da caso a caso le tecniche di preparazione.

Non incide sulle quantità il tipo di miscela. In circolazione ce ne sono per tutti i gusti, da quelle più forti a quelle più aromatiche. L’utilizzo a casa di macchinette con le cialde potrebbe tuttavia avvicinare il caffè a quello del bar per leggerezza. Quello classico in moka risulta essere quello meno adatto a chi ha problemi di stomaco e di digestione.

Anche se gli esperti fanno sapere che poi ogni caso è diverso dall’altro e che le controindicazioni sono molto soggettive. L’unico modo per non subirne effetti troppo negativo risulta, dunque, quello della limitazione a  tre quattro al giorno.

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