Fino a qualche tempo fa era sicuramente diverso.

Oggi, però, dobbiamo fare molta attenzione quando scegliamo il tipo di carne che portiamo sulle nostre tavole a causa dell’aumento sproporzionato dell’uso di ormoni e antibiotici sugli animali.

Ecco le 5 regole da seguire per scegliere carne di qualità:

Provenienza
La qualità della carne dipende da molti fattori, come la tipologia di allevamento, l’alimentazione e il tipo di vita condotto dagli animali. Non meno importanti sono le fasi di trasformazione, quali la frollatura e la gestione della catena del freddo. Per questo, è sempre meglio prediligere tagli di carne che provengono dal territorio nazionale, un’indicazione presente per legge in etichetta per i tagli di bovino, maiale, pollo e agnello.

Colore
Il colore della carne può aiutare a comprenderne la qualità. Una colorazione più vivace, intensa o lucida è segnale di freschezza. Un colorito spento o livido, invece, significa che è stata affettata da tempo. Anche il grasso, qualora ci sia, deve essere lucido, o bianco perla o giallastro.

Umidità e riflessi
Se la carne appare secca o troppo umida, significa che è stata conservata male. Così come non deve mai avere riflessi tendenti al metallico, sintomo di un’alterazione: l’irrancidimento dei grassi.

Consistenza
Esplora il significato del termine: Provate a premere la carne con un dito. Se è fresca e quindi tenera il «buchetto» che si verrà a creare si ricompatterà subito dopo. In caso contrario il prodotto dimostrerà di aver perso la sua elasticità.Provate a premere la carne con un dito. Se è fresca e quindi tenera il «buchetto» che si verrà a creare si ricompatterà subito dopo. In caso contrario il prodotto dimostrerà di aver perso la sua elasticità.

Frollatura
Esplora il significato del termine: Verificate nell’etichetta gli aspetti legati alla frollatura, che è il periodo durante il quale la carne viene lasciata a riposo, per permettere agli enzimi presenti nelle fasce muscolari di renderla morbida e più digeribile. Questa maturazione deve avvenire a basse temperature (fra 0 e +4°C), e la durata varia in base alla tipologia, all’età e alla taglia dell’animale. Verificate nell’etichetta gli aspetti legati alla frollatura, che è il periodo durante il quale la carne viene lasciata a riposo, per permettere agli enzimi presenti nelle fasce muscolari di renderla morbida e più digeribile. Questa maturazione deve avvenire a basse temperature (fra 0 e +4°C), e la durata varia in base alla tipologia, all’età e alla taglia dell’animale.

Senza antibiotici
Altro tema importante riguardo la qualità della carne è l’utilizzo di antibiotici negli allevamenti. Lo scorso aprile Coop ha lanciato la campagna «Alleviamo la salute», con l’obiettivo di rendere antibiotic-free gli allevamenti dei suoi fornitori, avviando così una vera e propria rivoluzione: complessivamente saranno interessati oltre 20 milioni di animali ogni anno e oltre 1600 allevamenti in Italia. Questo sia per tutelare la salute umana, sia per combattere la minaccia globale dell’antibiotico resistenza, un rischio su cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme, prevedendo che possa diventare la prima causa di morte al mondo nel 2050.