Albert Einstein è stato sicuramente una delle menti più geniali del nostro tempo e della storia dell’umanità in generale.

La sua genialità, però, non era priva di strane ed eccentriche abitudini che, forse, lo hanno reso così geniale. Scopriamone qualcuna insieme grazie all’aiuto della ricostruzione di BBC Future:

10 ORE DI SONNO (E PURE I PISOLINI).

Einstein dormiva almeno 10 ore a notte e si concedeva regolari, ma fulminei pisolini: si racconta che prendesse sonno in poltrona con un cucchiaino sulla mano. Quando i muscoli si rilassavano e la posata cadeva rumorosamente a terra, era il momento di svegliarsi.

UNA CAMMINATA AL GIORNO

Le passeggiate quotidiane erano un ingrediente immancabile nella routine di Einstein, che quando lavorava a Princeton (nel New Jersey) percorreva a piedi i 2,4 km andata e ritorno che lo separavano dall’università.

Costringere il cervello a concentrarsi sul mettere un piede davanti all’altro e focalizzarsi su un’azione concreta in atto, favorisce una condizione detta ipofrontalità transitoria: mentre il pensiero consapevole e l’elaborazione delle informazioni vengono inibite, si favorisce l’intuizione creativa.

MANGIAVA SPESSO SPAGHETTI

A chi gli chiedeva cosa amasse dell’Italia, Einstein un giorno rispose: «Gli spaghetti e Levi-Civita» (Tullio Levi-Civita fu un importante matematico, che diede un contributo fondamentale alla Teoria della Relatività generale).

L’IMMANCABILE PIPA

Le elucubrazioni di Einstein erano quasi sempre accompagnate da lunghi sbuffi di tabacco da pipa: in tempi in cui ancora dei danni del fumo si parlava poco, lo scienziato riteneva che questa abitudine contribuisse alla lucidità del ragionamento.

Oggi infatti sappiamo che il fumo assottiglia la corteccia cerebrale, depriva il cervello di ossigeno e ostacola la crescita dei neuroni.

CAMMINAVA SCALZO

Sulla sua bizzarra abitudine di andare in giro senza calzini, Einstein candidamente spiegava di essersi accorto che il suo alluce creava sempre un buco nelle calze, e di aver deciso pertanto di far a meno di coprirsi i piedi.