L’attuale vice presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è tornato a parlare di censimento dei rom.

Ma chi sono i rom? e da dove vengono? La risposta viene direttamente da Franco Capone, antropologo, ex giornalista per la nota rivista scientifica “Focus”.

Preferiscono essere chiamati Rom, che nella loro lingua, il romanes, significa “uomo”. E definiscono gagè, “gli altri”, il resto del mondo, cioè i non Rom. Il gagio (singolare di gagè) è per loro un credulone, superstizioso, troppo attaccato alle cose, talvolta violento. I gagè, dal canto loro, li chiamano zingari e pensano che siano trasandati, infidi, ladri, senza cultura. Ma generalizzare è sbagliato: nell’Est europeo, e in molti casi anche in Italia, i Rom vivono in normali case, lavorano, studiano e la convivenza coi gagè è tranquilla.

I 7 milioni di Rom che vivono in Europa discendono da una popolazione che parlava una forma volgare di sanscrito, il praclito. Nel 1000 d. C. circa, lasciò il delta dell’Indo, fra l’India e il Pakistan. Vi erano esperti nella lavorazione dei metalli, chiamati athinganoi, da qui “zingari”. In 4 secoli i Rom si insediarono in molti Paesi europei, a partire dai Balcani. «Già da allora» spiega Piasere «i Rom non si comportavano tutti allo stesso modo, cambiavano economia e ritmi di vita secondo le opportunità offerte dai Paesi ospitanti».