Una novità clamorosa per chi soffre di Alzheimer o ha qualche parente ammalato. Esisterebbe una tecnologia in grado di “ripristinare” la memoria dei malati di questa terribile patologia degenerativa.

Attendiamo conferme o sviluppi, ma se fosse confermata sarebbe davvero una scoperta epocale. Secondo ‘CentroMeteoItaliano’, infatti, alcuni ricercatori australiani avrebbero sviluppato una tecnologia ad ultrasuoni, non invasiva, che cancella le placche neurotossiche dal cervello.

Si chiamano placche amiloidi e sono le “responsabili” della perdita di memoria nelle persone che hanno l’Alzheimer. Al momento la sperimentazione è in fase di test sui topi di laboratorio e sembra aver dato risultati intorno al 75%. Questo nuovo trattamento, sviluppato dal Queensland Brain Institute (QBI), presso l’Università di Queensland, è basato sulla rimozione delle dannose placche amiloidi nel modo più sicuro possibile.

Ciò avverrebbe tramite un “ultrasuono terapeutico mirato”, non invasivo per il tessuto cerebrale. In pratica questi ultrasuoni aiutano il corpo a guarirsi da solo. Adesso il team di ricercatori, che si è detto “entusiasta dei risultati ottenuti”, conta di avviare la sperimentazione umana entro il 2018.