Da piccoli, soprattutto durante lunghi viaggi, si era soliti guardare tutto con attenzione all’interno dell’abitacolo della propria auto. Si era alla ricerca di metodi per distrarsi, lasciando correre libera la fantasia. A tutti sarà dunque capitato, anche in età adulta a dire il vero, di accorgersi che i finestrini presentano degli strani puntini neri nei propri angoli. Fattore estetico? Forse, ma non solo. Hanno infatti una precisa funzione.
La loro presenza è legato al processo di produzione. Per spiegarne la presenza occorre andare indietro, fino agli anni ’50 e ’60, quando i produttori erano soliti incollare i finestrini, invece di procedere a una rifinitura con metallo. La colla svolgeva il proprio compito al meglio, ma esteticamente non faceva che ‘cozzare’ con lo stile della vettura. Per ovviare a tale problema vennero utilizzati i ‘frits’, ovvero del materiale nero da posizionare lungo gli angoli del vetro, con puntini neri a farne da cornice, realizzati con pittura per ceramica. La striscia dunque serve a coprire la colla, mentre i puntini hanno un ruolo principalmente estetico, creando una transizione tra il fondo nero e la trasparenza della quasi totalità del vetro, evitando un duro contrasto.
Nei periodi caldi dell’anno però i puntini ricoprono anche un altro ruolo. Il vetro nero si riscalda più rapidamente rispetto a quello trasparente, con i puntini che aiutano a distribuire meglio il calore, evitando che nei giorni torridi estivi il vetro possa curvarsi.