17129730 – young beautiful woman lying on bed in bedroom

A chi non capita di essere stanco dopo una lunga giornata e non appena si appoggia la testa sul cuscino, la stanchezza sembra sparire e si fa fatica ad addormentarsi? Secondo un esperto di medicina del sonno, Philip Gehrman, della University of Pennsylvania, si tratterebbe di un disturbo del sonno molto comune, una sorta di eccitazione o risveglio dovuto a qualcosa nell’ambiente intorno a noi che invece di condurci al sonno, ci tiene in allerta.

“Prendiamo ad esempio una persona che non abbia problemi a dormire – ha detto l’esperto al TIME -. Ogni volta che andrà a letto, si innescherà questa risposta automatica del sonno. Se invece prendiamo ad esempio qualcuno che passa le sue notti girandosi nel letto senza mai dormire, il suo corpo sarà portato ad associare il letto a questa odiosa sensazione”. Dunque, quali potrebbero essere le cause di questa situazione? Un ambiente fastidioso (per arredamento, luci o odori), i dispositivi elettronici sempre accesi, l’associazione della camera da letto all’idea di un posto in cui si lavora o ci si diverte, tutto questo può portare a questa sgradevole sensazione.

Il disturbo prende il nome di “arousal”, termine inglese con il quale si fa riferimento ad uno stato generale di attivazione e reattività del sistema nervoso, in risposta a stimoli interni (soggettivi) o esterni (ambientali e sociali). Fate conto che è come se all’organismo venisse richiesto di attivarsi per effettuare una prestazione e quindi è portato a mettere in moto una serie di processi caratteristici dello stato di arousal, per esempio l’aumento della vigilanza e dell’attenzione, l’aumento della tensione e focus sui fattori distraenti esterni (ambiente) o interni (idee negative). L’arousal cosiddetto “condizionato” si inquadra nell'”insonnia psicofisiologica”, un’insonnia condizionata o appresa che dipenderebbe da due cause principali: la prima riguarda la somatizzazione della tensione che risulterebbe in larga misura dalla preoccupazione e dalla paura di non dormire (più ci si ostina a non addormentarsi, più si rimane svegli), la seconda è invece dovuta all’associazione della veglia ad un periodo destinato al sonno. L’associazione ripetuta tra insonnia e stimoli ambientali, temporali o comportamentali determinerebbe nei pazienti un arousal (o risveglio) condizionato che ne ostacolerebbe il sonno.

Quali sono i rimedi? Per esempio si potrebbe rendere la propria camera da letto un posto accogliente, senza dispositivi elettronici, luci forti e rumori fastidiosi, oppure si potrebbero fare degli esercizi di rilassamento muscolare e di respirazione. Geherman, poi, chiude con un consiglio: “Alcuni vogliono andare a letto alle 10, quando i loro corpi non sono ancora pronti. È dura per loro svegliarsi al mattino perché i loro organismi sono convinti di dover dormire ancora”.