Ormai il mondo del lavoro è in crisi profonda quasi in tutto il mondo e talvolta pur di avere uno stipendio dignitoso ed arrivare a fine mese ci si sacrifica ad orari assurdi ed a ingerenze eccessive da parte dei propri capi. Alle volte, però, quando è troppo è troppo: ecco come questa dipendente ha deciso di licenziarsi dopo anni di abusi e sfruttamenti da parte della sua azienda. Chi di voi non avrebbe voluto fare altrettanto?

“Egregio Signor…

Mi dispiace molto che la mia matrigna sia morta all’improvviso di cancro. E mi dispiace non essere una macchina, e di avere avuto una reazione emotiva a questa perdita e di non essere venuta al lavoro. Sono rammaricata di essermi ammalata e di non essermi presentata in ufficio, per non fare ammalare anche i colleghi. Mi dispiace aver lavorato 47,5 ore a settimana (senza essere stata pagata per lo straordinario – come previsto dalla legge) negli scorsi 7 mesi, e di non avere avuto altra scelta se non quella di prenotare le visite mediche durante gli orari scolastici.

Mi pare chiaro, sono una pessima dipendente, e per questo mi scuso. E so che Lei odia quando la gente Le dice come fare il suo lavoro, ma Le suggerisco di iniziare a cercare il mio sostituto. Da subito.

Distinti saluti”.