Attenzione a queste notizie riguardanti tutte quelle persone che sono in affitto. Si può infatti smettere di pagare l’affitto del proprio appartamento se la situazione al suo interno è ormai diventata invivibile. Lo stabilisce la legge italiana. Nel caso i problemi all’immobile rendono impossibile la permanenza al suo interno, l’affittuario può interrompere il pagamento senza incorrere in sanzioni successive o nello sfratto. Attenzione, però: la casa deve essere “completamente inutilizzabile” e quindi nessuno ci può vivere. Soltanto in questo caso sarà possibile non versare più l’importo mensile al proprietario. E’ quindi questo criterio di “invivibilità” che fa discutere, poiché soggettivo e che può generare confusione nelle richieste di sospensione di affitto o riduzione del canone.

La Cassazione è stata più volte interpellata per richieste di sospensione di affitti o di riduzione del canone. La giurisprudenza stabilisce che:

 “In tema di locazione al conduttore non è consentito di astenersi dal versare il canone, ovvero di ridurlo unilateralmente, nel caso in cui si verifichi una riduzione o una diminuzione nel godimento del bene, e ciò anche quando si assume che tale evento sia ricollegabile al fatto del locatore. La sospensione totale o parziale dell’adempimento dell’obbligazione del conduttore è, difatti, legittima soltanto qualora venga completamente a mancare la controprestazione da parte del locatore [ossia l’utilizzabilità integrale dell’appartamento]”.

Quindi se l’appartamento presenta dei problemi “gravi”, ma che non pregiudicano la vivibilità, l’affitto va comunque pagato. E se non lo si paga l’affittuario è considerato moroso, anche in caso di versamento dell’affitto con 20 giorni di ritardo o se si autoriduce l’importo. In caso di disservizi “minori” l’inquilino dovrà rivolgersi a un giudice e non autodeterminarsi la sospensione o la riduzione del canone. Solo il giudice può stabilire, con una regolare causa, l’entità del fastidio e prendere provvedimenti. L’inquilino, infine, se i problemi dovessero persistere, può anche chiedere la disdetta dell’affitto per giusta causa rispettando il termine di preavviso di sei mesi, a meno che non trovi subito un sostituto.