L’annosa questione legata alle bottiglie di plastica ha sempre riguardato l’inquinamento ambientale, ma in pochi sanno che il materiale con cui sono costruite le bottiglie da cui beviamo ogni giorno è importante per determinare i rischi che corriamo in caso di un loro utilizzo sbagliato. Anche se non sembra infatti, c’è “plastica e plastica” e alcune tipologie rilasciano dopo poco tempo sostanze tossiche nocive per l’uomo. Per scoprire quali rischi corri ti basterà dare un’occhiata al simbolo presente su ogni bottiglia od oggetto. Si tratta di un triangolino, formato da tre frecce, contenente un numero. Ad ogni numero è infatti associato il materiale con cui è stata fabbricata la bottiglia o l’oggetto in questione.

1. PET – Si raccomanda di utilizzare queste bottiglie una sola volta, poichè la plastica più comune in assoluto contiene sostanze nocive che vengono rilasciate dopo poco tempo.

2. HDPE / HDP – In questo caso puoi stare più tranquillo. Questa plastica è la più indicata per la produzione di bottiglie, perchè non rilascia sostanze chimiche e ha un basso costo di produzione.

3. PVC / 3V – Solitamente viene utilizzata per i contenitori di olio e cibo, ma anche per la costruzione di giocattoli, utensili e cavi. Ha la peculiarità di essere parecchio resistente al sole, ma va prestata attenzione perchè rilascia comunque due sostanze chimiche.

4. LDPE – Come la HDPE/ HDP non rilascia sostanze tossiche, ma a differenza di essa non può essere utilizzata per produrre bottiglie. Viene usata principalmente per realizzare i sacchetti della spesa.

5. PP – Plastica rigida, molto resistente al calore ed esposta a pochi rischi.

6. PS – Non è altro che il polistirolo, il cui utilizzo è noto a tutti. Spesso si usa per produrre bicchierini e tazzine da caffè per via della sua capacità di non disperdere il calore. Tuttavia può rilasciare sostanze cancerogene, perciò è sempre bene fare attenzione.

7. PC e altri – Da evitare come la peste: rilasciano sostantze chimiche potenzialmente pericolose per il sistema endocrino