I prodotti integrali non sono affatto salutari come vogliono far credere. Sono ingannevoli e vengono venduti senza ostacoli dalla legge. Il prodotto integrale, specialmente quello associato a pasta e pane, è il più ideale per una dieta sana ed equilibrata, perché in questo modo andremo ad evitare prodotti con quei processi di raffinazione tipici delle farine bianche, che tanto ci fanno male. Ma per motivazioni tecniche aziendali inconfutabili, la maggior parte di questi prodotti è prodotta con farina raffinata industrialmente, la cosiddetta 00, a cui viene aggiunta una Crusca finemente rimacinata ,ossia il residuo della lavorazione di raffinazione. Il falso pane integrale, ad esempio, che si trova in ogni supermercato ha un colore chiaro da farina raffinata al massimo, il colorito è spezzato da punti scuri che è (la crusca riaggiunta). L’autentico pane integrale ha un colore scuro e omogeneo, un sapore incomparabile. Il finto pane integrale può avere effetti negativi sulla salute peggiori del pane totalmente raffinato, questo è quanto commentato da Franco Berrino, un brillante oncologo studioso del rapporto tra alimentazione e tumori.  Provoca un indice glicemico troppo alto causato dalla farina raffinata e l’effetto dannoso della troppa crusca. Questa combinazione riduce l’assorbimento del ferro e del calcio ed è spesso inevitabile da parte delle aziende perché si conserva indefinitamente, mentre la farina integrale dopo alcuni mesi è rancida, quindi la conservazione è stata il grande vantaggio della farina raffinata.

Secondo la legge numero 187 del 9 febbraio 2001, per definire una farina integrale, basta che essa abbia un tasso di ceneri e sali minerali inceneriti contenuto fra 1,30 e 1,70 su 100 parti di sostanza secca, oltre a un tasso minimo di proteine. Per tutelarci si deve analizzare più attentamente l’etichetta, anche se a volte non basta. Soffermiamoci al titolo “prodotto integrale”, analizziamo il colorito del prodotto, facciamo test e paragoni tra un sospettato falso integrale e un prodotto integrale vero (che abbia le caratteristiche di colore precedentemente elencate), per capirne le differenze, anche nella consistenza e nel sapore.