Sprofondato nel 1912 e ritrovato solo nel 1985. La storia del mitico Titanic la conoscono tutti. Un disastro che segnato un’intera generazione. Per Robert Ballard, laureato in geologia, invece divenne invece un sogno. Dopo più di dieci anni di ricerche riuscì a ritrovato il relitto del transatlantico: “Mancavano 12 giorni alla fine della campagna. Fino a quel momento avevamo visto sui monitor solo fango e distese di piatto fondale. In quell’attimo comparvero sul monitor dei frammenti indecifrabili. Tutto il team, in silenzio si avvicinò per scrutare meglio le immagini mandate da Argo. All’improvviso, dal buio, apparve un oggetto grande e rotondo. Presi dall’emozione riguardammo il nastro e vedemmo ben chiara l’immagine: era il cuore del dinosauro, era una delle 29 caldaie del Titanic”. Venne localizzato a una profondità di oltre 3000 metri, vicino a un piccolo canyon. Questo significava che il Titanic si trovava a 25,5 chilometri a sud-ovest della posizione segnalata dal quarto ufficiale Boxall. Le foto mostrano le condizioni in cui si trova il transatlantico. La prua del relitto è intatta, la punta è rimasta sommersa per diciotto metri dal fango. La sezione di poppa è sepolta di circa quindici metri ed è quasi distrutta. La parte della poppa dista circa 600 metri da quella della prua, ed è orientata in senso inverso. Inoltre per 2 chilometri il fondale attorno al Titanic è disseminato da numerosi pezzi e oggetti appartenenti alla nave ed alle vittime del terribile naufragio.